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Disturbi temporo-mandibolari

Disturbi temporo-mandibolari

Il termine “disordine temporo-mandibolare” descrive patologie o condizioni che interessano l’articolazione temporo mandibolare (ATM), i muscoli masticatori e le strutture circostanti.
Un gestione di successo spesso richiede la collaborazione tra diverse figure professionali, in particolar modo il dentista specializzato in gnatologia, il fisioterapista specializzato in disordini muscolo scheletrici e lo psicoterapeuta.
 
E’ una problematica che affligge maggiormente le donne rispetto agli uomini e stanno emergendo dalle ricerche sul contributo di fattori genetici ed ormonali allo sviluppo della stessa.
 
I sintomi del disturbo temporo manibolare sono generalmente mal di testa e dolore oro facciale e tali segni e sintomi sono presenti in circa il 35% della popolazione. Solo il 5-10% di queste persone però consulta gli specialisti per il trattamento.

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Pubalgia e dolore inguinale

Pubalgia e dolore inguinale

Il dolore inguinale è comune in atleti che partecipano a sport multidirezionali come il calcio o l’hokey, nei quali vengono coinvolti i movimenti ripetuti e forzati nell’articolazione dell’anca con scatti e cambi di direzione.

Storicamente il dolore inguinale è sempre stato difficile da diagnosticare ed isolare; solo negli ultimi 10 anni gli studiosi hanno compreso meglio la problematica e delineato una chiara terminologia e fornito informazioni “evidence based” sull’esame clinico e l’accuratezza diagnostica degli esami radiologici, in maniera da ottimizzare la gestione degli atleti con dolore inguinale.

Esame clinico

E’ molto importante, durante l’esame clinico, escludere le potenziali situazioni di rischio, come ad esempio l’immaturità scheletrica, la quale potrebbe nascondere una frattura da avulsione, un’apofisite pubica o problematiche dovute all’anca come epifisioliti o displasia acetabolare.

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Osteopatia pediatrica nella Plagiocefalia

Osteopatia pediatrica nella Plagiocefalia

 

La Plagiocefalia è uno dei motivi di consulto più frequente nei nostri studi.

Quale che sia l’eziologia, mal posizione intrauterina, trauma da parto, torcicollo congenito o semplicemente un adattamento dovuto alla posizione, il trattamento di Osteoaptia Pediatrica è il miglior approccio , perché non è invasivo e non ha alcuna controindicazione.

Importantissimo è inoltre il lavoro di prevenzione e di correzione della postura svolto dai genitori a casa.

Comunque prima di intraprendere un percorso di trattamenti osteopatici consigliamo sempre di consultare il vostro pediatra di fiducia.

La plagiocefalia posizionale è una “deformazione cranio-facciale” (non patologica) che può comportare un appiattimento di un lato del cranio. Quando l’appiattimento invece riguarda entrambi i lati del cranio, si parlerà di brachicefalia.

Potrebbero in seguito alla plagiocefalia insorgere differenze di funzionalità che potrebbero anche creare problemi di nutrimento, coliche e sonno agitato.

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Sindrome Dolorosa Femoro-Rotulea

Sindrome Dolorosa Femoro-Rotulea

Cos’e’ la PFPS?

La sindrome dolorosa femoro- rotulea (PFPS) è un termine generico utilizzato per il dolore derivante dall'articolazione femoro-rotulea stessa o dai tessuti molli adiacenti. Storicamente è stato indicato come dolore al ginocchio anteriore, ma questo è fuorviante in quanto il dolore può essere sentito in tutti gli aspetti del ginocchio (compresa la fossa poplitea).

La diagnosi differenziale di PFPS comprende patella di condromalacia e tendinopatia rotulea. Entrambi non sono considerati sotto il termine ombrello di PFPS, anche se i pazienti si lamenteranno di sintomi simili. Si ritiene che la fisiopatologia sia diversa e pertanto esiste un trattamento alternativo.

Il PFPS può essere dovuto a un trauma rotuleo, ma è più spesso una combinazione di diversi fattori (cause multifattoriali): uso eccessivo e sovraccarico dell'articolazione femoro-rotulea, anomalie anatomiche o biomeccaniche, debolezza muscolare, squilibrio o disfunzione. È più probabile che PFPS sia peggiorato e resistente al trattamento a causa di molti di questi fattori.

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Dolore Cervicale - Neck Pain

Dolore Cervicale - Neck Pain

Il dolore al collo è definito dallo studio Global Burden of Health 2010 come "dolore al collo con o senza dolore riferito in uno o entrambi gli arti superiori che dura per almeno un giorno" [1]

Il dolore al collo si presenta comunemente in tutto il mondo e causa disabilità e costi economici. Il dolore e l'invalidità associati al dolore al collo hanno un grande impatto sugli individui e sulle loro famiglie, comunità, sistemi sanitari e imprese.

La prevalenza è generalmente più alta nelle donne che negli uomini, più alta nei paesi ad alto reddito rispetto ai paesi a basso e medio reddito,più elevata nelle aree urbane rispetto a aree rurali e avente picchi intorno ai 45 anni. I tassi di recidiva e cronicità del dolore al collo sono alti. La maggior parte delle persone con dolore al collo non ha una completa risoluzione dei sintomi, con tra il 50% e l'85% di coloro che soffrono di dolore al collo che riporta il dolore al collo ancora da 1 a 5 anni più tardi. Childs et al suggeriscono che il 30% dei pazienti con dolore al collo svilupperà sintomi cronici e il 37% delle persone che soffrono di dolore al collo segnalerà problemi persistenti per almeno 12 mesi. In condizioni croniche, il percorso può essere stabile o fluttuante, ma nella maggior parte dei casi può essere classificato come ricorrente, caratterizzato da periodi di miglioramento relativo seguiti da periodi di peggioramento relativo.

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Infortuni nel running

Infortuni nel running

 

Il Running Reletad Injury (RRI) è definibile come affezione dolorosa all’apparato locomotore (in particolare agli arti inferiori) che causa una diminuzione o interruzione della corsa per almeno 7 giorni oppure 3 sessioni di allenamento consecutive o che richiede al runner una consulenza medico sanitaria (Yamato 2015).

In letteratura ci sono dati importanti riguardo l’incidenza degli infortuni nella corsa, infatti dal 27% al 70% dei podisti amatoriali ed agonisti subiscono una RRI e ogni anno circa 27 milioni di adulti americani subiscono una RRI.

Il ginocchio rappresenta il 40% delle regioni anatomiche colpite.

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Ruolo della Fisioterapia nel Reflusso Gastroesofageo

Ruolo della Fisioterapia nel Reflusso Gastroesofageo

La malattia da reflusso gastroesofageo (GERD) si verifica in presenza di una anormale risalita di contenuto acido dallo stomaco verso l’esofago, provocando bruciore esofageo e rigurgito acido.

 

La parte inferiore dell’esofago, dove si unisce allo stomaco, è munita di un anello muscolare circolare chiamato sfintere esofageo inferiore. Dopo la deglutizione lo sfintere si rilassa per permettere al cibo di entrare nello stomaco e quindi si contrae per prevenirne il ritorno in esofago con gli acidi gastrici.

Talvolta lo sfintere è debole o rilassato perché lo stomaco è dilatato, consentendo così al contenuto gastrico di refluire nell’esofago. Ciò avviene in modo occasionale in tutte le persone, principalmente poco dopo i pasti; questi episodi durano poco e non sono causa sintomi.

 

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Spondilolistesi

Spondilolistesi

Il termine spondilolistesi deriva dal greco spondilos (vertebra) e olistesis (scivolamento su di un piano inclinato). La spondilolistesi consiste nello scivolamento anteriore di una vertebra sull'altra. Prevalentemente è la 5° vertebra lombare (L5) a scivolare sulla 1° vertebra sacrale (S1). Tale patologia si riscontra nel 5-8% della popolazione, ma aumenta notevolmente in atleti che praticano sport quali: ginnastica, atletica leggera, lotta e tuffi. Le cause più rilevanti nell'eziologia di questa patologia sono la displasia del tessuto osseo e le alterazioni dell'orientamento delle faccette articolari, anche se si riscontrano casi di spondilolistesi iatrogena o post-traumatica.

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La valutazione della spalla dolorosa

La valutazione della spalla dolorosa

I problemi di spalla sono tra i più frequenti tra tutti i disturbi muscolo-scheletrici: si stima infatti che il 30% della popolazione soffre di un problema di spalla almeno una volta nella vita e il 54% di queste può avere sintomi a distanza di 3 anni.

La valutazione della spalla dolorosa è il momento cruciale dell’intero percorso di cura: le informazioni acquisite attraverso l’intervista del paziente ed i test funzionali permetto al fisioterapista di impostare il trattamento in modo adeguato e personalizzato e di informare il paziente sulla corretta diagnosi e prognosi prevista.

Molto spesso vengono prescritti esami diagnostici come risonanza magnetica, o ecografia per capire la causa del dolore e individuare la struttura coinvolta. La nozione fondamentale che il paziente deve sapere è che la relazione struttura-dolore non è così diretta e molto spesso un esame diagnostico che evidenzia una lesione, degenerazione e ispessimento tendineo può portare fuori strada.

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Tendinopatia achillea

Tendinopatia achillea

La tendinopatia achillea riguarda principalmente atleti/amatori che praticano sport in cui è presente la corsa. La condizione patologica si presenta con talalgia (dolore al tallone, talvolta anche molto acuto), gonfiore lungo la guaina tendinea vicino al calcagno, e dolore talvolta associato ad ipomobilità della caviglia.

La letteratura evidenzia come l’incidenza della tendinopatia achillea sia tra il 6,5 e l’11% delle lesioni tra i corridori. In particolare la rottura del tendine d’Achille si verifica, di solito, nei soggetti maschi tra i 25 e i 50 anni, che praticano attività sportiva amatoriale/agonistica.

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Fisioterapia e osteopatia ad aprilia e albano laziale
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